Novità 19 Gennaio 2026
Autoconsumo a distanza: l’evoluzione del sistema energetico integrato di Boffetti
Boffetti S.p.A. ha ottenuto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l’autorizzazione all’autoconsumo a distanza, un passaggio che consente di superare i limiti dell’autoconsumo locale e di trasformare le sedi di Bonate Sotto e Chignolo d’Isola, in un unico ecosistema energetico distribuito. Le due sedi, di potenza complessiva di 950 kW, essendo connesse alla medesima sottostazione elettrica primaria, possono ora condividere l’energia prodotta dal fotovoltaico della sede di Bonate Sotto in modo coordinato e intelligente.
Nel 2025 il fabbisogno elettrico complessivo delle sedi è pari a 2.570.250 kWh/anno, mentre la produzione degli impianti fotovoltaici installati a Bonate Sotto e Chignolo d’Isola raggiunge 1.295.800 kWh/anno, corrispondenti a una copertura del 50% del carico totale: percentuale che rappresenta il risultato di un autoconsumo limitato all’interno delle singole sedi.
L’autoconsumo a distanza permette di superare questa inefficienza. L’energia prodotta a Bonate Sotto, invece di essere gestita esclusivamente sul sito di produzione, può essere immagazzinata e redistribuita in funzione dei fabbisogni istantanei di Chignolo d’Isola, creando un sistema bilanciato che utilizza l’energia dove serve maggiormente. La gestione degli accumulatori viene quindi ripensata, sfruttando un andamento “oscillante” di carica e scarica che evita saturazioni e svuotamenti totali, migliorando sia la durata elettrochimica dei sistemi di accumulo sia l’efficienza del ciclo energetico. Questo modello è governato da algoritmi previsionali che integrano stime di produzione fotovoltaica, dati storici dei consumi e disponibilità di capacità residua, permettendo una gestione dinamica e ottimizzata dei flussi energetici.
Grazie a questo nuovo modello di gestione, le previsioni per il 2026 indicano un miglioramento sostanziale: l’energia effettivamente autoconsumata dalle due sedi raggiungerà circa 1.867.800 kWh, incrementando la copertura del fabbisogno dal 50% al 61%. Un salto di efficienza che deriva dalla maggiore capacità del sistema di valorizzare la produzione già disponibile e dall’aumento della potenza fotovoltaica installata di 500 kWp, riducendo i prelievi dalla rete e aumentando la quota di energia rinnovabile realmente utilizzata nei processi aziendali.
Questo risultato porta con sé una serie di benefici: un miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema energetico, una più lunga vita utile degli accumulatori grazie alla riduzione dei cicli profondi, una maggiore stabilità dei flussi di potenza nelle sedi e, naturalmente, una significativa riduzione dei costi energetici annuali. Dal punto di vista ambientale, l’incremento della quota di autoconsumo incide direttamente sulla riduzione delle emissioni di CO2 legate ai prelievi da rete, consolidando l’impegno di Boffetti verso un modello operativo più sostenibile.
L’approvazione del GSE rappresenta quindi non solo un traguardo, ma l’avvio di una nuova fase evolutiva per il sistema energetico aziendale: un’infrastruttura distribuita, intelligente e orientata alla massima valorizzazione dell’energia rinnovabile prodotta internamente.
Nel 2025 il fabbisogno elettrico complessivo delle sedi è pari a 2.570.250 kWh/anno, mentre la produzione degli impianti fotovoltaici installati a Bonate Sotto e Chignolo d’Isola raggiunge 1.295.800 kWh/anno, corrispondenti a una copertura del 50% del carico totale: percentuale che rappresenta il risultato di un autoconsumo limitato all’interno delle singole sedi.
L’autoconsumo a distanza permette di superare questa inefficienza. L’energia prodotta a Bonate Sotto, invece di essere gestita esclusivamente sul sito di produzione, può essere immagazzinata e redistribuita in funzione dei fabbisogni istantanei di Chignolo d’Isola, creando un sistema bilanciato che utilizza l’energia dove serve maggiormente. La gestione degli accumulatori viene quindi ripensata, sfruttando un andamento “oscillante” di carica e scarica che evita saturazioni e svuotamenti totali, migliorando sia la durata elettrochimica dei sistemi di accumulo sia l’efficienza del ciclo energetico. Questo modello è governato da algoritmi previsionali che integrano stime di produzione fotovoltaica, dati storici dei consumi e disponibilità di capacità residua, permettendo una gestione dinamica e ottimizzata dei flussi energetici.
Grazie a questo nuovo modello di gestione, le previsioni per il 2026 indicano un miglioramento sostanziale: l’energia effettivamente autoconsumata dalle due sedi raggiungerà circa 1.867.800 kWh, incrementando la copertura del fabbisogno dal 50% al 61%. Un salto di efficienza che deriva dalla maggiore capacità del sistema di valorizzare la produzione già disponibile e dall’aumento della potenza fotovoltaica installata di 500 kWp, riducendo i prelievi dalla rete e aumentando la quota di energia rinnovabile realmente utilizzata nei processi aziendali.
Questo risultato porta con sé una serie di benefici: un miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema energetico, una più lunga vita utile degli accumulatori grazie alla riduzione dei cicli profondi, una maggiore stabilità dei flussi di potenza nelle sedi e, naturalmente, una significativa riduzione dei costi energetici annuali. Dal punto di vista ambientale, l’incremento della quota di autoconsumo incide direttamente sulla riduzione delle emissioni di CO2 legate ai prelievi da rete, consolidando l’impegno di Boffetti verso un modello operativo più sostenibile.
L’approvazione del GSE rappresenta quindi non solo un traguardo, ma l’avvio di una nuova fase evolutiva per il sistema energetico aziendale: un’infrastruttura distribuita, intelligente e orientata alla massima valorizzazione dell’energia rinnovabile prodotta internamente.
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